Forlì Sangiovese IGP 2019 “La Farfalla”, Marta Valpiani, 13,5 gradi.

Mi dispiace per la brutta fotografia che svilisce la bella etichetta disegnata da Elisa Mazzavillani stessa – la vignaiola, e ben conosco quanto lei tenga ai dettagli – ma questo Sangiovese romagnolo meritava una presa diretta, senza indugi.

Ne sapevo la bontà, avendolo assaggiato a Castrocaro in cantina da Elisa a dicembre, ma – saranno anche quei due trimestri in più – la prova sul campo (ossia: la tavola) mi soddisfa oltre ogni dire.

Libero chiunque di dissentire e di ritenermi incompetente, però da qualche tempo il vino rosso in estate lo desidero fresco, anzi, freddo. Coi dovuti distinguo, beninteso, ma certi rossi coi caldi di luglio sono insopportabili anche a 18, a 16 gradi, ed appena tollerabili a 14: pesano sul palato e si sfaldano come rose rinsecchite.

Questo, ben fresco, sta benissimo, nel senso che rinsalda persino la sua armonia. A 12 gradi è delizioso, a 10 fors’anche di più. Compatto, continuo, ritmato, piacevolissimo.

Perché è giovane, profumato, equilibrato, snello e slanciato: una vera farfalla ottimamente calibrata, con un quartetto di acidità, alcol, tannino e sale perfettamente accordato.

Il grado c’è, ma non esagerato e si giova di un’acidità non timida, che controbilancia. Il tannino è di grana fine, gentile ma risoluto, ed il sale innerva il sorso di una mineralità iodata che sta, olfattivamente, a metà tra un’acqua termale ed il greto asciutto e sassoso di un fiume.

La sua corporatura è media, si capisce, snella e danzante, nemmeno sulle punte ma sulle ali di un lepidottero.

Poi potrei raccontarvi della pulizia dei profumi intensi, del corteo di rose, viòle, ciliegie, fragole, mirtilli selvatici, arance candite, spezie piccanti e dolci (tanto pepe bianco e nero, noce moscata), cacao amaro, tabacco, erbe officinali, ma scadrei nello stucchevole.

Meglio riportarne il colore rubino trasparente e luminoso e le gocciole lunghe, lente e irregolari e morbide, che evocano una dolcezza nascosta, assente al gusto ma presente per disposizione d’animo o, pragmaticamente, nella sensazione tattile.

Meglio ancora specificare che l’ho goduto, ben fresco ribadisco, su un tradizionale primo al ragù di carne, ma che scendendo di temperatura l’arrischierei volentieri su una zuppa di pesce o uno spaghetto allo scoglio. E se l’abbinamento non sarà perfetto, pazienza, perché ne berrete comunque con gran godimento.

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