Metodo Classico Brut Rosso Cuvee Extra 2007 Francesco Bellei & C.


A sedici, diciotto anni, ricordo, quando d’agosto si facevano le spiaggiate, le ragazze volevano il Lambrusco: fresco, con le bolle, zuccherino. E si mangiava sotto le stelle il pollo con le mani: non esattamente high society. Altre generazioni, diverse dalla mia, l’hanno associato alla festa dell’unità paesana e alla salamella, altre ancora al tressette con le carte truccate sotto la pergola. Ma si può invece prenderlo sul serio, il Lambrusco, scordandosi la sagra e pensando piuttosto al respiro infinito dei campi padani, ai castelli dalle sale solenni e silenziose, ai colli morbidi, verdi e ventilati, ad una cultura millenaria che leggiamo sulle abbazie fondate da Matilde di Canossa e che non teme confronti? Bellei sceglie le uve della varietà Sorbara, quella che da’ i vini più fini, profumati e con acidità sostenuta, e li vinifica secondo il metodo classico: il più complesso, quello dello Champagne, tutt’altra cosa rispetto all’autoclave che va per la maggiore. Il risultato e’ uno spumante originale e di classe, di color rubino trasparente antico, dal perlage raffinato seppur un poco evanescente, dall’aroma intenso e non aggressivo di piccoli frutti rossi, di ciliegia, di chiodo di garofano; di alloro e di rose, come quando si entra in certi vecchi giardini dimenticati, che per una malia il progresso non abbia toccato, ed ancora all’olezzo sembran risuonare delle conversazioni cortesi di una cavalleria ottocentesca che più non conosciamo, distinta e provinciale insieme: quella che a Busseto animava le stanze di Palazzo Orlandi, residenza verdiana; quella che risuona in certe pagine de “La Traviata”. Brindiamo allora nei lieti calici, godendone il sapore intenso, minerale, profilato di acidità e salinità notevoli, che attacca al palato energico ma calibrato e fine, con tannini misuratissimi, sottilissimi, poco più che ombre fugaci. Del metodo classico di razza ritrovi la persistenza al palato, gli aromi di lieviti e crosta di pane e di nocciole, ma sfumati, che non disturbano in alcun modo la purezza degli aromi e dei sapori dell’uva e del territorio; la mano e’ sempre leggera.
Tenetelo per un abbinamento di classe con i migliori prodotti della sua terra: culatello, tortellini in brodo, zamponi di provetti artigiani o di artisti di questi cibi meravigliosi; bolliti misti, oche arrosto. Ma, come un vero uomo di mondo, sarà a suo agio su pietanze straniere: lo immagino delizia su un sushi di tonno.

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