Bosco Eliceo Rosso Fortana Frizzante DOC 2011, la Madonnina

Ricordo un bianco airone levarsi in volo da un fosso salmastro, distendendo il lungo collo elegante, allargando ampie le ali. Intorno, il verde di boschetti e acquitrini incontaminati, selvaggi ma a lor modo ordinati; e la zolla bianca, coltivata a chiazze, con la timidezza di turbare un incanto. Erano in antico le terre della solitaria Abbazia di Pomposa: strappate con tenacia al mare, alla salsedine, alla palude. Oggi come allora vi si coltiva la vite. Li chiamano, appunto, vini delle sabbie: a sottolinearne l’unicità di figli del contrasto di un territorio estremo e di confine, dove le radici affondano in una terra che è anche già mare.  E questo rosso vino del Bosco Eliceo, è alfiere verace di una tradizione antica. Ti si presenta nel calice rosso trasparente e purpureo. L’etichetta lo dice frizzante, ma tu non t’aspettare una bolla da bibita dozzinale: qui l’anidride carbonica è disciolta nel liquore finissima come rena; forma appena una spuma sottilissima quando lo versi, quasi che una venere romagnola dovesse sorgere da esso, anziché dalle acque del mar di Cipro. E se ti stuzzica vinoso e giovane il naso, originale nel mescolarsi di frutta rossa (pesche, fragole, susine) e aromi vegetali e terroso-minerali, di ferro e di iodio, è sul palato che più ti titilla: perché è pieno e leggero, vigoroso e sapido, e tutta senti quella spuma che più non vedi, sulla lingua e sull’interno della gota e delle labbra, simpatica e scherzosa, lì a dargli corpo, quasi che le radici avessero assorbito dalla terra un ricordo del biancheggiar dell’onda. Tutto vibra d’acidità percussiva. Di tannini piccoli ma decisi t’allappa, e la dolcezza di un residuo zuccherino te lo fa amico e sorridente; eppur dolce non è: dirlo devi, ad alta voce, secco;  perfino finisce gradevolemente amaro. Diventa insomma questo Fortana, sulla bocca tua, fontana zampillante di ruvido piacere e di sana allegria. Servito un po’ fresco, vaddasé, eccelle sulla cucina locale: la salama da sugo, le paste ripiene, la piada con i ciccioli (si trova ancora?), l’anguilla col brodetto. Io però ne ho goduto, e molto, su un risotto alla milanese chez-moi. Prosit!

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