Colli Amerini Pizzale 2010 Zanchi

La luce ad Amelia sa essere più tersa che altrove. Sia l’alba o il meriggio, essa bagna e inzuppa il cielo, la terra, le case, le antiche pietre del centro arroccato. E’ una pulizia che si sente nell’aria, che si vede ad ogni crocicchio. Se ne giova il poggio delizioso di Zanchi, che con questo Pizzale ci consegna un vino paradigmatico di un territorio e rivelatore. Nasce da bistrattate uve nostre della tradizione: grechetto, malvasia, e soprattutto trebbiano toscano, nella misura ragguardevole dell’80%. Si vinifica classicamente, semplicemente, nelle vecchie vasche di cemento; null’altro. Eppure, quanta classe, quanto stile! Amico che mi leggi, possa tu riempirti gli occhi del suo paglierino carico, a un passo dal dorato. Possa tu goderne l’aroma trattenuto e schietto di fiori, erbe, macchie: vi trovi la violetta, la foglia aromatica di pomodoro, il miele di acacia. Godine poi sul palato lo slancio tonico e snello: appena appena abboccato in apertura, prosegue pimpante, nitido e gioiosamente, lungamente salino, con una piccola una nota amaricante a smorzare il tutto, un sipario che chiude in dissolvenza. Qui, in una bottiglia, trovi i lacerti di un’antica nobiltà che si rifletteva nei bianchi del Centro;ed  i segni concreti, ormai  tracciati, di una speranza.

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